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La perla del Caucaso

In questo articolo vi porterò a scoprire le meraviglie nascoste in Armenia, una piccola nazione incastonata nel bel mezzo del Caucaso.

l’idea di andare in Armenia non mi aveva mai sfiorato la mente, per il semplice fatto che si tratta di uno di quei paesi di cui si parla veramente troppo poco, un paese con alle spalle migliaia di turbolenti anni di storia. era una normale sera invernale quando, mentre navigavo sul web mi sono imbattuto in alcuni annunci riguardando i prezzi super scontati che stava facendo Ryanair per inaugurare le sue nuove tratte e indovinate un po’? tra queste vi era anche l’Armenia, ad un prezzo veramente ridicolo! Fu così che ne parlai con la mia ragazza, mia fedele compagna di viaggio.

Il giorno di natale, ovvero poche settimane dopo averle parlato della mia scoperta, ecco che mi ritrovo come regalo i biglietti per l’Armenia, non c’è che dire, lei si che sa come rendermi felice.

arriva il fatidico giorno della partenza, arriviamo a Ciampino (secondo aeroporto di Roma), siamo pronti per l’imbarco e quando arriva il mio turno mi si gela il sangue, il mio passaporto sarebbe scaduto entro meno di 3 mesi! dopo una ventina di minuti di attesa ci fanno imbarcare, fortunatamente per entrare in Armenia basta avere un passaporto che sia valido per altri 2 mesi, che grande paese! Al momento del nostro atterraggio a Yerevan (la capitale) nevicava moltissimo e la temperatura era di parecchio sotto lo zero, consiglio: non andate in Armenia durante l’inverno, c’è il serio rischio di finire congelati (la mia ragazza ce l’ha ancora con me per questo!)

Arriviamo in albergo, un bel 4 stelle; la cosa bella di questo paese è che costa tutto pochissimo e ciò permette anche ad uno studente di godersi a pieno il viaggio senza dover contare le monete. basti pensare che una cena di due portare a testa con del buon vino non cosa più di 15 euro in due.

il mattino seguente, dopo esservi riposati e vestiti con vari strati per affrontare temperature gelide, siamo usciti alla scoperta di Yerevan. la capitale dell’Armenia conta circa un milione di abitanti, ma la città in se è abbastanza piccola, completamente visitabile a piedi, oppure si può ricorrere al servizio di metropolitana o alla rete di filobus e minibus della città. l’unico problema di Yerevan sta nel fatto che pochissimo parlano inglese, cosa che è immediatamente controbilanciata da una gentilezza mai vista prima.

Republic Square è realizzata interamente in marmo rosa che le conferisce, al momento del tramonto, dei colori mozzafiato.
Qui possiamo ammirare un’opera alquanto recente, realizzata agli inizi del XXI secolo, Cascade è un monumentale scala (con all’interno una bellissima collezione di arte moderna) con in cima la statua chiamata Madre Armenia.

Altro must di Yerevan è il museo del genocidio armeno. molti infatti non sanno che agli inizi del XX secolo, e non solo, è stato perpetrato un vero e proprio genocidio della popolazione armena residente nei territori dell ‘Impero Ottomano. si stima che le vittime siano state circa un milione e mezzo di persone. sono infatti passati 100 anni da quei terribili giorni che hanno costretto milioni di armeni a fuggire dalle loro terre per paura di essere uccisi; basti pensare che in Armenia vivono attualmente meno di 3 milioni di persone, mentre gli Armeni all’estero (o meglio i loro discendenti) raggiungono i 12 milioni! A Yerevan vi è un bellissimo museo, con annesso memoriale per far vedere al resto del mondo ciò che è realmente successo e per far si che non si dimentichi. il museo è stato un’esperienza meravigliosa, da vedere tutto d’un fiato, roba da far accapponare la pelle. lo consiglio vivamente a tutti.

Al centro brucia la fiamma perpetua della memoria

il giorno seguente abbiamo deciso di partecipare ad un tour organizzato per andare a vedere il Monte Ararat (simbolo del paese), il monastero di Khor Virap (luogo di prigionia di San Gregorio Armeno e meraviglioso punto d’osservazione per l’Ararat), la Grotta degli Uccelli (con annesso pranzo tipicamente armeno e una degustazione di ottimi vini) e infine il monastero di Noravank.

Qui possiamo ammirare il Monte Aratat (secondo la tradizione armena, sul monte nacque la vita, il monte Aratat è anche il luogo dove secondo alcuni si incagliò l’arca di Noè. La montagna è sacra agli armeni, ma è loro negato l’accesso dato che l’Ararat si trova in territorio turco (precedentemente appartenuto all’Armenia), poche centinaia di metri oltre il monastero vi è la linea di confine presidiata da uomini armati. il rapporto tra le due nazioni è sempre stato molto burrascoso, bsti pensare che la Turchia continua a negare il genocidio portato a termine dai propri antenati. In basso vediamo invece il monastero di Khor Virap dove è possibile visitare il pozzo dove era imprigionato San Gregorio. il monastero è considerato uno dei luoghi più sacri per gli armeni, popolo fortemente cristiano, pochi infatti sanno che l’Armenia fu la prima antica nazione ad adottare il cristianesimo come religione di stato.
Qui vediamo invece il fantastico monastero del XIII secolo di Noravank, prossimo a diventare patrimonio dell’UNESCO. il panorama lascia a dir poco senza fiato, il monastero di trova infatti tra le montagne rocciose di color rosso a pochi chilometri dall’Iran. nonostante i -16 gradi e il vento capace di tagliarti il naso, è stata la tappa migliore del tour.

alla fine di questi 4 giorni e dopo essermi preso una febbre da cavallo, sono arrivato alla conclusione che l’Armenia è il paese dove si incontrati due enormi blocchi culturali: da una parte abbiamo il blocco russo/caucasico e dall’altro quello medio orientale. Questa unione ha dato vita ad una cultura estremamente variegata, capace di spiazzare chiunque cerchi di osservarla. con spiazzante intendo piacevolmente sorpreso, gli armeni sono infatti un popolo gentilissimo, sempre pronto a darti una mano. altra meravigliosa sorpresa è stata la cucina, dove anche qui si fondono varie culture, i piatti tipici variano infatti da kebab di agnello cotti allo spiego, ravioli tipici dell’est europa e zuppe tipicamente russe. tutte cose che sia io che la mia ragazza abbiamo molto apprezzato. Una cosa tipicamente armena è invece il vino di melograno, perfetto per una chiacchierata dopo cena, ma attenti al numero di bicchieri!

che dire di questo paese, semplicemente meraviglioso, peccato per il fredde polare. se ci tornerei? certo, però in primavera, ci sono ancora molti posti che non ho visto.

seguitemi per altri viaggi in luoghi fuori dal comune!

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By lucafrancescucci

Sono un ragazzo di 21, con tanti buoni propositi e passioni. Sono prossimo alla laurea in traduzione ed interpretariato presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Gregorio VII. Ma parliamo di passioni, una di queste riguarda le lingue straniere e tutto ciò che esse comportano. da essa scaturisce quindi una serie di passioni satellite, come ad esempio i viaggi e la fame che ho per scoprire nuove culture, e dato che siamo in tema, anche qualche piatto tipico. Seguitemi in questo nostro viaggio intorno al mondo e vi prometto che non vi annoierete.

4 replies on “La perla del Caucaso”

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